assemblea condoinfernale
Vabbè, almeno una volta all’anno bisogna andarci dai… è lei, l’assemblea più variegata che esiste, quella condominiale.
Dopo due ore di estenuante tolleranza, rientro nella casetta nel condominio per un meritatissimo piatto di gnocchi alla sorrentina e ci mangio su.
Povero amministratore, non vorrei mai essere nei suoi panni. Non che lui sia proprio, diciamo così, simpaticissimo, però non è facile credetemi tenere a bada tutti i condomini imbufaliti in una stanza gelata. Mi sembra che molte persone vadano all’assemblea solo per scaricare i propri istinti maligni e pettegoli. E’ incredibile quanto odio e razzismo giace nel sottobosco degli appartamenti, sentimenti che finalmente si possono sfogare alla riunione di condominio. Sguardi malefici, domande insinuanti, invidie nascoste neanche troppo bene, voglia di polemica ad ogni costo.
Perché, mi domando. Potrebbe essere un momento di socializzazione, perfino divertente.
Mi ricordo che la prima volta che ho partecipato era carnevale e mi sono presentata con un mega vassoio pieno di dolciumi e di buone intenzioni. Poi, dopo aver interagito coi presenti, non ho più preso parte alle assemblee, scioccata e un po’ schifata da alcuni atteggiamenti.
Stasera ho deciso di riprovare. Forse la situazione non è stata così drammatica e logorroica come la precedente, ma di certo c’è voluto un grande sforzo zen per tirare avanti fino alla fine.
“Lui paga troppo poco, il palazzo fa schifo, quelli di sotto fanno casino, nel tuo appartamento c’è uno strano viavai, i cinesi non pagano l’acqua da anni, l’assicurazione ci frega, il suo negozio sta sempre chiuso chissà che ci fa lì dentro, gli indiani puzzano, il portone è sempre rotto, l’ascensore sempre pieno, il terrazzo sempre sporco, mi rubano i vasi spero almeno che gli servano per il funerale”. Praticamente sembrava di stare in un micro-parlamento.
Allora per la prossima assemblea proporrei questo: dedichiamo il primo quarto d’ora a insultarci e menarci di brutto, poi stappiamo un paio di bottiglie di buon vino rosso e cominciamo a parlare di cose serie.
sarebbe bello

sarebbe bello poterti dire sto bene con te
coraggio

sciovi(t)a
La vita è come una grande sciata.
Ti pieghi e poi ti distendi,
punti i bastoni e li togli,
freni e riparti,
a volte devi racchettare duramente
ma dopo ti aspetta una piacevole discesa,
ogni tanto scivoli ma non cadi,
ogni tanto cadi ma quasi sempre ti rialzi.
Sudi sette camicie o tremi dal freddo
ma in mezzo riesci anche a godertela,
se ti guardi intorno c’è sempre qualcuno
che va più veloce di te,
ma ciò non significa che arriverà prima
o che il traguardo sia lo stesso per entrambi.
Ogni tanto stacchi i pensieri
per un meritato vin brulé
Ma devi stare attento a non rimetterti in pista troppo ubriaco
per poi riprendere lo slalom tra i paletti
che le persone o le circostanze ti impongono
Devi stare attento
a non andare addosso agli altri
E non prendertela troppo se gli immortali coglioni
ti passano davanti in fila per la seggiovia
Quando ti fermi un attimo a mangiare la neve
che non sa di niente ma è così buona
e a guardare le vette bianche che ti accerchiano nel silenzio,
allora, in quell’istante, percepisci il senso del tutto
e di far parte di esso
capisci che la sfida è solo con te stesso
e che i conti si fanno alla fine.
Certo oggi, coi karvin,
è tutto più semplice…
talento
La notte di capodanno ho incontrato il Talento allo stato puro.
E quando te lo ritrovi davanti così, senza aspettative né preamboli, senza esserti preparato spiritualmente, fa sempre un certo effetto.
Non è come quando vai a sentire l’opera, dove già sai che troverai tenori e soprani all’altezza del loro nome, o una gara di motoGP, dove sai cosa aspettarti dal valentino rossi di turno.
No, la notte di capodanno, diciamocelo chiaramente, le uniche aspettative che hai sono quelle di ubriacarti, ballare, divertirti, fare buoni propositi, se non ce l’hai incontrare una persona che ti faccia perdere la testa e possibilmente proseguire la serata con lei.
Ma quest’anno, io ho brindato e mangiato lenticchie col Talento.
Talento che ha preso vita nelle sembianze di un bambino che di nome fa Giacomo L e che, fino a quella notte, non aveva mai firmato un suo disegno.
Ora ho tre tuoi disegni appesi in casa caro Giacomo L, e li terrò con cura prima che tutti si accorgano del tuo Talento.
a - normale
normale e’ essere etero anormale essere omo
normale e’ tifare una squadra di calcio anormale seguire il nuoto
normale e’ mangiare la carne anormale essere vegetariani
se poi non mangi neppure il formaggio sei anormalissimo
normale e’ fare almeno 2 figli quando ti sposi anormale non amare i bambini
normale e’ fare sesso anormale e’ parlarne
normale e’ sapere a 20 anni cio’ che vuoi nella vita
anormale averne 40 e non avere ancora deciso
normale e’ andare a messa a natale anormale bestemmiare a natale
normale e’ bestemmiare durante l’anno anormale non andare a messa a natale
normale e’ il tradimento dell’uomo anormale quello della donna
normale e’ svegliarsi di buon umore anormale essere depressi
normale e’ ridere alle barzellette anormale ridere di chi si prende sul serio
normale e’ curarsi se si e’ malati anormale e’ prevenire la malattia curandosi
normale e’ dispiacersi per la fame nel mondo anormale e’ invitare a cena uno sconosciuto affamato
normale e’ soffrire per amore anormale amare per soffrire
normale e’ lavorare per vivere anormale vivere per lavorare
pero’ poi se non sei ambizioso ti dicono che non sei normale
normale e’ avere una filippina in casa anormale sostenere l’immigrazione
normale e’ avere un fidanzato e tradirlo anormale averne 2 e esser loro fedele
normale e’ guardare i film porno e pregare anormale fare film porno e pregare dio
normale e’ scandalizzarsi per una raccomandazione anormale se sei tu il raccomandato e gli altri si scandalizzano
normale e’ mangiare la colomba a pasqua anormale la polenta a ferragosto
normale e’ pensare come pensano gli altri anormale seguire la propria testa
normale e’ pranzare alle 13 e cenare alle 20 anormale mangiare quando si ha fame
normale è dire "quello non è normale" anormale dire "quello è normale".
per favore, possiamo abolire queste due parole? grazie.


