Onesti, disonesti e tasse
GW (17/09/2007 - 11:49)
Se non ci fossero le evasioni fiscali lo stato italiano non avrebbe più problemi finanziari.
Potrebbe diminuire le tasse, aumentare le pensioni e rimborsare i debiti. Occorre quindi eliminare l’evasione e punire severamente i disonesti, di modo che gli onesti non devono più sentirsi fessi.
Ma chi sono questi onesti che non evadano il fisco? I dipendenti e i pensionati e pochi altri mi rispondono. Ma è vero? Con grande sorpresa ho dovuto costatare che persone (dipendenti e non) che conosco bene e che stimo molto e che non ucciderebbero neanche una mosca, mi propongono di dichiarare solo la metà del prezzo dell’alloggio che ho comprato, che chiedano all’idraulico quanto sconto fa se pagano in nero e che discutano nella riunione condominiale apertamente se conviene più di pagare senza fattura o di profittare delle agevolazioni fiscali, ovviamente senza verbalizzare i singoli voti. La donna di pulizia viene pagata in nero, risparmiando i contributi; e lei è tutta contenta di non dover pagare le tasse. Potrei parlare della maestra che da lezioni private in nero o del postino che ha un secondo lavoro nel pomeriggio, senza dichiararlo e elencare molti altri esempi, ma penso che basta per trarre la conclusione che in questo stato tutti o quasi evadano le tasse se possono e non si fanno nessuno scrupolo, spesso senza rendersi conto di ciò che fanno e a quale conseguenze potrebbero andare in contro.
“Ma sta di fatto” mi osserva un caro amico “che ad approfittarne di questo sistema sono gli indipendenti e a pagare la maggior parte delle tasse sono i dipendenti e i pensionati che non hanno la possibilità di nascondere le loro entrate davanti al fisco e questo è una grande ingiustizia”. Anche questo mito non sta in piedi se andiamo vedere a più vicino: Nessun dipendente e nessun pensionato parlano dello stipendio lordo o della pensione lorda; spesso non lo conoscono neanche. Parlano dello stipendio netto e fanno lo sciopero per le 100 Euro netti in più e non si interessano minimamente che le 100 Euro in busta costano al datore di lavoro almeno 200 Euro. I soldi per le loro tasse non hanno mai avuto in tasca. E’ il datore di lavoro o l’INPS che li trattiene e li versa allo stato. Contrariamente ai liberi professionisti, agli artigiani e ai commercianti che le (tante o poche) tasse pagano dalla tasca propria.
E’ quindi improprio di parlare di onesti e di disonesti nel campo fiscale. Siamo un popolo (e io non sono un’eccezione, ho dovuto adeguarmi) di grandi o piccoli evasori, secondo le nostre possibilità. Esistano sicuramente anche alcuni onesti veri, anche se non li ho ancora incontrati. A loro chiedo scusa per questa mia affermazione.
Chiarito che non ha senso di distinguere i buoni dei cattivi, moralmente siamo tutti nella stessa barca, dobbiamo chiederci come si possa salvare questa barca e scartiamo subito le richieste che devono cominciare gli altri a fare gli onesti.
Azzardo a fare qualche proposta:
- 1) Facciamo si, che non ci sia mai più un condono o un indulto, scrivendolo nella costituzione per essere sicuri che questa misura sia credibile.
- 2) Riduciamo drasticamente i costi della politica, stabilendo che essi non possono eccedere la media dei paesi europei (numero addetti, stipendi, pensione, auto blu, ecc.). Questo un può per risparmiare, ma soprattutto per rendere più credibile la politica. “La Casta” saluta….
- 3) Ridurre subito le tasse che sulla carta sono esorbitanti, di almeno 20% per aumentare il loro gettito. Suona paradosso ma non lo è essenzialmente per due motivi: 1. Con una classe politica più credibile e con tasse più ragionevoli, la resistenza a pagare diminuisce sensibilmente. 2. Con tasse più basse aumenta la domanda e con essa l’economia che genera a sua volta nuove entrate per lo stato.
In nessun paese si pagano le tasse volentieri, ma si pagano, perché i contribuenti, almeno la grande maggioranza, sanno che sono necessari. E se i politici ne fanno un uso cattivo si eleggeranno la prossima volta degli altri. Perchè non dovrebbe essere possibile anche in Italia?
Peter Steiner