FRANCO TRENTALANCE: secondo round
Finalmente è tornato a trovarci Franchino Trentalance! Tra un set e l'altro abbiamo chiacchierato parecchio e devo dire che è in gran forma!
Mi ha scritto un pezzo x il blog con delle sue riflessioni sempre molto filosofiche che ora vi riporto qui sotto. Buona lettura ragazzi!!!
FARE SESSO E’ PROPRIO COME UNO SPORT: VEDIAMO PERCHE’.
Concentrazione, sudore, respiro irregolare e muscoli tesi. Sembra la cronaca di una finale olimpica, vero? Invece, è quello che accade quando il sesso si ha voglia di farlo sul serio.
Talento, tecnica e passione sono doti indispensabili. Allenamento, esperienza e disinvoltura, elementi da acquisire il più in fretta possibile. E non stiamo parlando di Federer o della Sharapova e nemmeno di Totti o Valentino Rossi, ma delle caratteristiche per fare sesso di buona, anzi ottima qualità.
Ricordo da ragazzino, quando i miei genitori mi iscrivevano ai vari corsi sportivi. Scuola calcio, tennis, d’inverno il nuoto…
Dopo qualche tempo, l’istruttore faceva il punto della situazione e il giudizio si riassumeva in una semplice frase: “Il ragazzo è - o non è - portato per questo sport”.
A mio parere, fare sesso equivale a una prestazione sportiva, ne più ne meno e anche in questo caso si ha o non si ha, l’attitudine giusta.
Analogie e similitudini sono numerosissime.
Al pari di un’attività sportiva difatti, il sesso si pratica o si dovrebbe praticare per parecchi lustri, dalla giovinezza alla maturità’ avanzata e lo si può “giocare” a diversi livelli: in serie A, B, nelle categorie eccellenza, amatori o dilettanti.
Si può fare ogni tanto, regolarmente o tutti i giorni. Ci si può “allenare” da soli, giocare sempre con lo stesso compagno, o anche cambiarlo ad ogni match (per chi ci riesce).
Ma a differenza dello sport dove per imparare abbiamo al fianco, un allenatore, un maestro o un giocatore più esperto, nel sesso siamo un po’ tutti allo sbaraglio. A inizio carriera infatti, cerchiamo di arrangiarci coi sentito dire, con qualcosa letta sulle riviste o imitando posizioni da film porno. Oltre ad affidarsi all’istinto, naturalmente, ma direi che siamo comunque nel panico.
E’ come se al primo match da professionista ci sbattessero sul centrale di Wimbledon o se dopo una settimana di guida, ci ritrovassimo in sella a una Ducati sul circuito del Mugello.
Se ci pensiamo un attimo, per ogni cosa della vita, abbiamo bisogno di imparare: per usare un computer, pescare, suonare, dipingere, fare bricolage, potare un albero, andare in bicicletta, guidare, cucinare, stirare e potremmo continuare all’infinito.
Nel sesso invece, siamo tristemente autodidatti: improvvisiamo, facciamo danni, siamo goffi, impacciati o agitati. Spesso ci muoviamo male e in modo maldestro. E non avendo il supporto di arbitri o giurie che stabiliscano la qualità delle nostre prestazioni, siamo noi a darci i voti e giudicare. Così ci sono donne che arrivano a quarant’anni credendosi bocca di rosa, mentre sono maestre del “rigatone” e uomini che si reputano stalloni da competizione quando superano dieci minuti di performance.
Il guaio è che col passare degli anni, se abbiamo imparato male e siamo impostati in modo sbagliato, gli errori sono sempre più difficili da correggere.
Da giovanissimo, sciavo col peso del corpo indietro tendendo a sollevare le punte degli sci. Risultato, più rapidità nei cambi di direzione ma meno controllo. Bene, ancora oggi a distanza di vent’anni, faccio fatica a modificare quella posizione.
Naturalmente, sarebbe utile anche avere un fisico accettabile; se siamo venti chili soprappeso ci verrà rapidamente il fiatone, se beviamo come una spugna avremo reazioni un po’ appannate e se fumiamo come una ciminiera - il fumo ostruisce le arterie! - avremo alla distanza, erezioni meno consistenti.
E come nello sport il tutto non si riduce alla semplice preparazione fisica. C’è una parola magica che è fondamentale: atteggiamento.
Ci vuole passione, attitudine e voglia di farlo. Se si scende in campo scarichi e svogliati, difficilmente otterremo una prestazione degna di nota.
Alla finale di un mondiale c’è chi se la fa sotto e chi si esalta, chi non regge la pressione e chi gioca come non ha mai fatto, chi sente tremare le ginocchia e chi ha forze decuplicate, chi non tiene alla distanza e chi viene fuori (non è un gioco di parole) dopo tre ore di gioco o quaranta chilometri di corsa.
Nel sesso non mi sembra molto diverso: chi ha l’ansia da prestazione, dell’erezione, della durata o chi pensa che lei sia troppo bella, troppo esperta o troppo sicura. Chi si emoziona e chi è deciso come l’ispettore Callaghan, chi è sprinter e chi maratoneta, chi ottiene una vittoria l’anno e chi conta i trofei. Chi ha movimenti efficaci e naturali e chi gesti goffi ed impacciati.
Una mia ex, mentre trombavamo si metteva a piangere, perché pensava di non essere all’altezza e un’altra faceva cose che non aveva mai fatto (almeno così diceva) perché stimolata dall’essere a letto col pornodivo.
Monica dopo un quarto d’ora di sesso, si addormentava senza neanche dirmi ciao e Silvia, dopo novanta minuti di su e giù (giuro che anche per me sono più che sufficienti) diceva di aver appena cominciato.
Elena, credo per ripicca col suo ex, voleva battere il record di orgasmi - agenda alla mano - ogni volta che lo facevamo e Claudia che era fidanzata con un altro, lo faceva ma senza venire, così il tradimento era solo a metà.
Poi abbiamo chi ama sport individuali (de masturbatio), di coppia (un classico one to one) o di squadra ( club di scambio, orge e gangbang). Chi sport classici (letti e divani) e chi estremi (sadomaso, fetish, bondage), chi sport di precisione (alla ricerca del punto G) o di potenza (ti sbatto come un tappeto) e chi quelli di sprint o di durata.
Ci sono sportivi completi che sanno fare tutto (servizio, volèè, punizioni, dribbling, rigori, schiacciate, ganci e montanti) e altri più limitati (questo si, questo no, questo forse, questo dipende, questo invece mi fa male).
Sesso e sport sono accomunati anche nel doping: c’è chi non usa niente e chi prende qualche aiutino (Viagra, Cialis, Levita, testosterone), chi ha un fisico naturale e chi modificato (liposuzioni, lifting, silicone e botulino).
Senza contare che il nostro schema cambia in funzione dell’avversario, pardon del partner.
Modifichiamo tattica e atteggiamento, adattandoci al gioco e ai colpi dell “avversario. Abbiamo una percezione diversa di ciò che facciamo in base al chi abbiamo davanti.
Con qualcuna possiamo fare di tutto giocando a tutto campo, con altre solo qualcosa, perché piene di tabù. Con qualcuna ci si capisce al volo e con altre possiamo rotolarci mesi tra le lenzuola, senza combinare niente di buono.
Con qualcuna siamo freddi e col timer incorporato e con altre siamo caldi e passionali. Con qualcuna speriamo oggi non ne abbia voglia e con altre perché non lo facciamo ancora.
Che ci possiamo fare, il sesso come molte cose della vita, è semplice e complicato allo stesso tempo. L’importante è rendersi conto delle proprie qualità e dei propri limiti. O vogliamo perdere di vista il senso della realtà, guidando un’utilitaria come una Ferrari o andare al bar vestite come modelle per una sfilata?
Franco Trentalance


