AFTERVILLE
2058.
50 anni fa, numerosi corpi celesti precipitarono sul nostro mondo, cambiando per sempre lo sky-
line delle più importanti città del pianeta. Le astronavi, soprannominate “Le Rocce” non diedero
mai nessun segno di vita, e vennero ben presto inglobate nell’urbanistica e nel sistema socioeco-
nomico terrestre. L’unica cosa che gli scienziati riuscirono a scoprire riguardo Le Rocce fu un
segnale geomagnetico proveniente dal loro interno, che venne codificato nella nostra lingua come
un Conto alla Rovescia alla fine del quale nessuno sa cosa succederà.
Oggi, viviamo le ultime ore dell’Ultimo Giorno attraverso gli occhi di due innamorati, Sam e Lisa,
che cercano disperatamente di ritrovarsi prima che il mondo così come lo conosciamo possa
finire.
Sono particolarmente fiera di invitare tutti i milanesi e i non milanesi che hanno voglia di farsi un viaggetto
alla prima proiezione nazionale di
Afterville The Movie
Afterville è prodotto da BBproductions e FastForward, porta la firma dei mitici registi Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, riconosciuti autori di corti di fantascienza premiati in tutto il mondo quali “E:D:E:N” e “The Silver Rope” ed è interpretato da Roberto Laureri, Giorgia Wurth e Paolo Giangrasso.
Non perdetevelo è fighissimo!!!
DATI DI FATTO
Perché l’Italia ha così paura della verità? Quanto ci fa paura la nostra verità sporca con cui conviviamo in silenzio ogni giorno ricoprendola di merda e immondizia che prima o poi verrà fuori e allora puzzerà troppo per essere gestibile? (e non solo in senso metaforico).
Perché l’Italia ha paura dei (pochissimissimi) giornalisti indipendenti? Un giornalista fazioso è innocuo, perché lo si può appunto accusare di (fazio)sità, ma un giornalista che non è servo del potere e soprattutto che racconta i FATTI, allora sì che terrorizza, perché davanti ai fatti non c’è faziosità che tenga.
Credo che sarà difficile rivedere Marco Travaglio in tv a lungo, purtroppo. Si unirà a quella schiera di “eroi della comunicazione” (di destra e di sinistra) a cui non è più concesso di comunicare attraverso il mezzo televisivo.
Eroi non perché abbiano fatto qualcosa di straordinario, eroi perché hanno fatto qualcosa di ordinario. Eccolo il paradosso!
Fortunatamente ci sono i libri, il teatro, le piazze, la rete. Luoghi straordinari per raccontare eventi ordinari.


