FACCE DA
Cammino per la città e vengo sommersa da facce. Avverto proprio la loro presenza come fantasmi che mi guardano e seguono ogni mio movimento. Sono fantasmi di carta che ridono. Ma che avrete mai da ridere fantasmi di carta? Ridono coi loro denti bianchi e numerosi, hanno molti più denti di noi comuni mortali loro, tanto
che all’inizio pensavo stessero sponsorizzando un dentifricio. No, veramente proprio all’inizio all’inizio pensavo a una dentiera. Una dentiera con buoni propositi per i poveri cittadini che di denti ne hanno meno e un po’ più giallognoli. Poi però ho pensato che alcune di queste facce di carta stessero sponsorizzando uno shampoo, una tinta, un riporto, un parrucchino. Forse sono i nuovi testimonial di Cesare Ragazzi mi sono detta, perché sono tutti patinati e messi a tiro. I capelli coi buoni propositi per i poveri cittadini che di capelli ne hanno meno o ne hanno tanti ma con un po’ di ricrescita di un altro colore o almeno qualche doppia punta sì dai.
Vabbè, che pubblicizzassero quello che gli pare però mi dà fastidio che mi guardino così insistentemente, non si può cavolo, uno non è più libero di aggiustarsi le mutande che gli si sono incastrate tra non so cosa o di togliersi una caccola dal naso che quelli continuano a fissarti e ti fanno sentire un maleducato, un maiale, anche perché loro una cosa così non la farebbero mai loro sono educati e belli e puliti e sempre a posto. Allora decido di fare il gioco duro e penso che sottosotto qualche difetto ce l’avranno pure loro: comincio a fissarli a mia volta, uno per uno convinta che prima o poi almeno uno sbadiglio, un singhiozzino, un ruttino. Niente. Perfetti. A un certo punto uno comincia a sussurrare qualcosa, tipo che vuole garantirmi una bella pensione. Proprio a me che neanche mi conosci? sei sicuro? Ma grazie! Un altro vuole alzarmi il salario. A me? E perché? cosa mai avrò fatto per guadagnare questo? Quell’altro mi dice che dato che io sono una donna vuole darmi pari opportunità! Ma non pensavo di meritarmi tanto! Da laggiù un’altra faccia comincia a gridare contro la faccia che mi sta parlando, e la insulta proprio ci va giù pesante, e altre facce lo incalzano, e poi altre ancora, e gridano, e si dicono parolacce, e si menano, e diventa tutto un gran bordello di facce e slogan, qualcuno vuole abbassare le tasse e qualcun altro vuole migliorare l’assistenza sanitaria, un impegno morale, un dovere, io credo, il paese in ginocchio, rimbocchiamoci le maniche, si può fare, rialzati, la famiglia, aborto no grazie, aborto sì grazie, clandestini a casa, w l’integrazione, lavoro per tutti, votami votami votami..
Ahò, ma lo sapete che, se non fosse stato per le vostre facce, quasi quasi…
ci sarei cascata?


