tagliare le parti in grigio
Emozione emozionante! Per la prima volta c’è il mio nome sui Duellanti, mensile di cinema e oblii, per un film che ho fatto (perdonate questo raptus un po’ autocelebrativo, ma per un’attrice la prima volta non è importante, di più). Il film si chiama Tagliare le parti in grigio, la regia è di Vittorio Rifranti e i protagonisti sono Micol Martinez Isabella Tabarini e Fabrizio Rizzolo (mio marito nel film) 3 attori stupendi bravissimi.
Il film è stato recensito niente po po’ di meno che dal mitico Gianni Canova, il quale esordisce così: “vola alto, questo film”. Che figata, lasciatemelo dire!
Il film è duro, piuttosto crudo. Riporto le parole di Canova: “Dov’è, e cos’è, la soglia del dolore? Tagliare le parti in grigio è un film pieno di soglie: fra il corpo come piacere e il corpo come strazio, fra prima e dopo, fra noi e gli altri, fra normalità ed eccezionalità, fra libero arbitrio e destino….L’incontro con la body art sarà l’evento decisivo della loro riabilitazione, ma – forse- anche il punto di non ritorno nella loro esperienza di percezione del corpo: gli aghi e gli spilloni conficcati nella pelle e nella carne, la sofferenza fisica trasformata in performance, l’idea di spostare più avanti la soglia del dolore diventano l’elemento su cui il film inscena il tentativo dei tre sopravvissuti di costeggiare e corteggiare la morte e – insieme- di esorcizzarne il fantasma.”


